Mercato del Carmine chiuso da un mese. Sabato 2 febbraio assemblea dei cittadini
L’iniziativa è dell’associazione “CarMine – Cittadini in movimento”: Da più di un mese il Mercato del Carmine è rimasto chiuso, lasciando il nostro quartiere al buio – dicono -. Quali sono state le cause? quali i progetti futuri? C’è spazio per ripensare anche al suo potenziale scopo sociale e culturale? Crediamo che un’approfondimento sul ruolo del Mercato del Carmine, bene comune della nostra città, sia oggi necessario ed urgente. Per questo promuoviamo un incontro aperto alla cittadinanza e alle istituzioni nel giorno di sabato 2 febbraio alle ore 10 presso l’Abbazia di S.Bernardino, proprio nel Quartiere del Carmine. Speriamo in una numerosa partecipazione da parte di tutti i cittadini, le associazioni, i coordinamenti e comitati, affinché inizi un nuovo processo di partecipazione attiva a tutela dei nostri quartieri e della nostra città>.
Il quartiere, la città, le richieste per il futuro
<Oggi il mercato è chiuso – dicono all’associazione -. Come cittadini e come abitanti del quartiere desidereremmo conoscere il futuro di questo spazio. Citando la voce B2.1 del bando del 4/5/2012 in cui il Comune chiedeva delle attività collaterali con “l’obiettivo di potenziare il ruolo sociale del mercato nella vita della città e del quartiere che lo ospita, sia come laboratorio di incontro e dialogo tra le comunità straniere sia come modello di sostenibilità economica, sociale ed ambientale”, vorremmo capire se sia sempre valida e se si pensa che siano ancora valori condivisibili per la comunità. Desideriamo essere informati sui motivi dell’attuale chiusura del Mercato, e quindi di tempistiche e sviluppi di eventuali progetti in cantiere. Chiediamo altresì se questo spazio potrà diventare finalmente punto di riferimento per il quartiere e per la città, e quindi non con scopi meramente commerciali e turistici, ma anche contenitore di progetti e laboratori per “una nuova realtà ricca di spunti d’incontro”, come il bando chiedeva. Quel che è certo è che alcuni punti sono sempre stati disattesi, sia quello poco sopra menzionato, sia quello che puntava a “rendere il mercato una realtà nuova, ricca di spunti di incontro, dialogo, socializzazione”. Nel merito, ci chiediamo quali proposte il consorzio che ha vinto l’appalto avesse progettato nella compilazione per la gara alla voce B2.1 “Piano degli eventi e della attività didattica” che prevedeva un’aggiunta di 10 punti per aggiudicarsi la gestione, in quanto il Comune chiedeva nel progetto l’organizzazione di attività collaterali. A prescindere invece da tutte le problematiche fino ad ora ascoltate e lette, crediamo che non si possa comunque promuovere questo mercato al di fuori del suo contesto.
Nel merito ci chiediamo se il Comune abbia pensato anche ad attivarsi con delle politiche promozionali o, più semplicemente, ad intervenire su quelle che sono le vie d’accesso dal centro storico (via Vallechiara, via S, Agnese, via Polleri), attualmente decisamente poco invitanti nella loro manutenzione, illuminazione, e nel parcheggio selvaggio quotidiano, e ancora, se sarà previsto un piano di cartellonistica, necessario ad indicare l’esistenza di questo particolare angolo di Genova, e quindi del suo Mercato. Vorremmo in sostanza che le richieste fatte dal bando fossero rispettate e condivise, pensate per e con i cittadini. Vorremmo che le Istituzioni ci permettessero di progettare insieme le nuove strategie per questo spazio, luogo fondamentale per la vita del nostro quartiere>.
La storia del mercato dal 2010 raccontata dall’associazione
Nel 2010 la delibera della giunta comunale (n.134/2010) prevede la riattivazione dell’attività commerciale all’interno del mercato comunale coperto “Carmine”, dopo i lavori di ristrutturazione dell’edificio, stabilendo di procedere all’assegnazione tramite bando pubblico destinato a consorzi – e non ai singoli- per consentirne la sostenibilità economica.
Nell’ottobre 2010 viene approvata l’aggiudicazione definitiva della concessione al Consorzio “Mercato del Mediterraneo” e nel dicembre dello stesso anno viene stipulata un’altra convenzione tra il Comune di Genova e il “Mercato del Mediterraneo” per la realizzazione dei lavori e la gestione della durata di 25 anni.
Il mercato viene consegnato al Consorzio il 31/01/2011, ma il Consorzio non riesce ad ottenere finanziamenti dagli istituti di credito e non ha adempiuti agli obblighi previsti, quindi il 29/02/2012 viene pronunciata la decadenza del Consorzio e il 22/03/2012 il mercato viene riconsegnato alla Civica amministrazione.
A maggio 2012 si scrive un nuovo bando, che scadrà il 30 settembre dello stesso anno e sarà vinto dal Consorzio rappresentato dai signori Gian Battista Costa e Adriano Anselmi.
A luglio del 2013 l’allora assessore allo sviluppo economico Oddone assicura – finalmente – i lavori di completamento e l’inaugurazione entro l’autunno. L’assessore aggiunge -parlando con i giornalisti- che “il quartiere ha fortemente bisogno di questo luogo di aggregazione”.
A ottobre 2013 il mercato viene inaugurato.
Come prevede il bando si vendono alimenti liguri e si istituisce l’enoteca regionale, all’interno della struttura vi è uno spazio dedicato alla somministrazione di alimenti e bevande, e vengono individuati spazi per l’intrattenimento musicale e socio culturale perché nel bando si parla “di rendere il mercato una realtà nuova, ricca di spunti di incontro, dialogo, socializzazione e attrattiva turistica”.
Per adempiere a queste richieste si fanno degustazioni e si tenta la strada perché diventi un’ attrattiva anche turistica.
Il mercato purtroppo in questi anni ha visto alcuni membri del Consorzio abbandonare i propri banchi per il canone troppo elevato rispetto al volume di lavoro, e, di conseguenza, il susseguirsi di diverse gestioni, l’ultima a febbraio 2018 che ha deciso di lasciare a dicembre dello stesso anno.
L’ex presidente del Municipio centro-est, Simone Leoncini, prova a fare una proposta affinché il mercato sia a disposizione gratuitamente -per un tot di giorni l’anno- dell’associazionismo e di realtà territoriali, avvallando l’ipotesi di una fruizione per il quartiere. Era il 27/04/2017, da lì a pochi giorni scadeva il mandato e questa possibilità non è più stata sondata.


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